INDICE DELLE MATERIE

PARTE SECONDA

LA RINNOVAZIONE E LE SUE CONDIZIONI

PRIMA SEZIONE - LA RIVOLUZIONE

CAPITOLO I - Le Rivoluzioni ordinate ad eseguire la giustizia divina
L'89 fu più che una rivoluzione; esso fu il punto di partenza della Rivoluzione. - Esso fu dapprima il castigo della corruzione dei governi del secolo XVIII. - Poi l'espiazione di quattro articoli del 1682. - Questa data contrassegna l'ora in cui la Rivoluzione fu concepita - ribellione contro l'autorità sacerdotale e l'autorità regale di Gesù Cristo. - Gli uomini della Rivoluzione vollero colpire il Cristo nella persona di Luigi XVI. - Il peccato della Francia è paragonabile al deicidio. - Essi hanno aggravato la dichiarazione del 1682 con quella dei diritti dell'uomo. - Questa non fu ancora ritrattata, il castigo continua. - L'Europa intera ha cospirato contro la Sovranità pontificia; e tutt'intera sarà involta nella prossima conflagrazione che altri delitti concorrono a chiamare

CAPITOLO II - La Rivoluzione, epoca del genere umano
Dal suo principio G. de Maistre annunziò ch'essa segnava una delle più grandi epoche del mondo, che il passaggio dallo stato antico allo stato nuovo durerebbe più d'un secolo. - I suoi antecedenti si estendono a più secoli. - Essa non ha altri confini che il mondo. - Essa sarà un rovesciamento generale dei globo, ed il parto d'un mondo nuovo

CAPITOLO III - Carattere satanico della Rivoluzione
Essa è l'anticristianesimo. - Essa ha ricevuto da Satana l'odio del Cristo e la ribellione diretta contro Dio. - Il mondo non può restare in questo stato

CAPITOLO IV - Satana servo di Dio
E' certo che è al servizio di Satana, e vuole, colla sua assistenza, innalzare il tuo tempio e coprirne l'universo. - Al di sopra di Satana vi è Dio. - Egli non permette il male se non nella misura che risponde ai suoi disegni. - Satana come l'uomo fa quello che vuole, ma, facendolo, lavora al compimento dei divini voleri. - Noi siamo nel tempo delle distruzioni necessarie per le costruzioni future

CAPITOLO V - Il ravvicinamento delle stirpi
Il mondo cammina verso una grande unità. - Profezia di Noè. Noi la vediamo effettuarsi. - Unificazione del mondo nell'ordine politico, nell'ordine scientifico, nell'ordine economico. - Come alla venuta di Gesù Cristo. - La Framassoneria aspirando ad una Repubblica Universale lavora anch'essa all'effettuazione del pensiero divino

CAPITOLO VI - Unità cristiana o unità anticristiana
La Massoneria vuole condurre tutto il genere umano ai piedi di Satana. - Egli prosegue la sua apoteosi dal giorno della creazione. - Continuazione sulla terra della lotta sostenuta in cielo fra i buoni ed i cattivi. - Noi ci troviamo in un'ora decisiva. Parole di Gregorio XVI. - Cristo o Anticristo. - Satana avrà il suo giorno. - Apprensioni attuali: De Maistre, Blanc de Saint Bonnet, Giuseppe Lemann, Mons. Gay. Pio X, Sant'Ireneo. - La tentazione ultima sarà quella del primo giorno. - Il mondo sarà distrutto il giorno in cui porterà l'ultimo colpo alla Chiesa. Nessuno ne conosce il giorno. - I falsi profeti

CAPITOLO VII - Parole di speranza
Pio IX: Il mondo non può essere salvato che da Dio. - Monsignor Meurin: La Framassoneria non può essere vinta che dalla Croce. - Parole di G. de Maistre, di Leone XIII. - Tutto finalmente riuscirà per lo meglio. - Questo meglio sotto il punto di vista politico, sarà una rettificazione. - Sotto il punto di vista religioso, l'adempimento delle antiche promesse. - Le speranze indicate nella liturgia. - Noi non siamo forse che ai primi secoli della Chiesa

 

SECONDA SEZIONE - LA RINNOVAZIONE

CAPITOLO VIII - Controrivoluzione
La Rivoluzione essendo satanica, la Contro-Rivoluzione sarà angelica o non ve ne sarà punto. - Parole del giornale La Révolution di Giulio Lemaittre, di Luigi Veuillot, del cardinal Pie, di Brunetière. - La Contro-Rivoluzione deve essere una Rinnovazione generale dei mondo intero. - Rinnovazione e non Religione nuova. - De Maistre più chiaro di Lamennais. - Stato dello spirito generale che chiama qualche cosa di nuovo

CAPITOLO IX - Urgenza d'una rinnovazione
La vera e la falsa riforma. - Mons. di Keppler, Pio X. - La Chiesa non ha mai cessato di riformarsi. - Riforma che edifica e riforma che distrugge. - Il dott. Scheli e l'assemblea di Monaco. - Cristianesimo ammodernato. - La buona riforma dà nuova forza allo spirito primitivo. - " Instaurare omnia in Christo " - La Chiesa non è separata dal suo principio, ma i cristiani. - Le cause della loro deviazione. - Dove questa deviazione ci ha condotti. - Dove ci trascina - Promesse di Santa Caterina da Siena e di Santa Ildegarda

CAPITOLO X - Necessità d'un intervento divino
Noi non riprenderemo l'ideale cristiano se non mediante un intervento divino. - Tutti i periodi della storia terminano col trionfo naturale del male sul bene, e col trionfo soprannaturale di Dio sul male. - Il male trionfa. - Niuna cosa umana lo può impedire. La nostra speranza non risiede che in Dio. - Parole di Windthorst, di Blanc de Saint-Bonnet. - Chiedere il miracolo. - Esso s'annunzia

CAPITOLO XI - Presentimenti - Profezie
La dottrina dello Spirito profetico è plausibile. - Non accaddero mai nel mondo grandi avvenimenti senza essere stati predetti. - Presentimenti della conversione del mondo al cattolicesimo. - Profezie relative al tempo presente. - Il discredito in cui sono cadute ed il credito che si può loro dare. - Esempio: La profezia di Biois. - Tutte concordano nei loro ultimi fini. Assicurazioni di Pio IX, di Pio X

CAPITOLO XII - Voci dell'Alto
L'Apocalisse e la sua interpretazione. - Il suo oggetto è di descrivere il dramma umano di Gesù Cristo alla fine del mondo. Le sette età. - La sesta età. - I simboli sotto i quali è descritta. - Essi possono applicarsi alla Framassoneria. - Essa è condotta dai quattro demoni venuti dall'Eufrate. - Gli angeli buoni ed i cattivi agiscono sui popoli come sugli uomini che si danno in loro potere. - Descrizione dei simboli che figurano la Massoneria. - Intervento d'un angelo celeste. - I suoi attributi annunciano la mediazione di Maria. - La riapertura del concilio. - La luce della verità brilla su tutto il globo

CAPITOLO XIII - Che cosa Pensare della Francia? Motivi di timore
La Francia decresce in estensione ed in popolazione. - Sentimenti di Cheysson, d'un giapponese; di Kurth, belga; di Lonkay, ungherese; d'un senatore olandese. - Dal momento in cui i Francesi non saranno più cattolici, non vi sarà più Francia. - Noi c'incamminiamo a questa meta. - La Francia ripudia la sua missione stoica. - Il viaggio di Loubet a Roma. - Parole di H. de Rochefort, d'Ed. Drumont, dei Card. Pitra, di Lacordaire. - Il vuoto che la Francia lascerà nel mondo d'oggi

CAPITOLO XIV - Che Cosa pensare della Francia? Quelli Che sperano
Il castigo inflitto ai Francesi è una condanna di morte? Lo si può temere. - Si può anche sperare ch'essa riprenda la sua missione nel mondo. - Parole del Card. Pacca, del Card. Parocchi, di Leone XIII, di G. de Maistre, di Edmondo Burke, di Luigi Blanc. - Personaggi di varie nazioni che giudicano essere ufficio della Francia di rendere la vita agli altri popoli. L'abate di Broglie; l'impresa di giudicare la religione dal suolo della Francia è chimerica

CAPITOLO XV - I nostri motivi di speranza
Roma e la Francia debbono restare il focolare del progresso umano. - La missione della Francia. - Questa missione non è passata alla Prussia. - Pratiche di Mons. Ledochowski presso Guglielmo. - Parole di Mauteuffel. - Noi conserviamo i mezzi di adempierla: la nostra lingua ed il nostro bisogno di proselitismo. - Parole di G. de Maistre, di Luigi Teste, del dott. Sarda, di Donoso Cortès. - Il nostro carattere ci permette di non spaventarci troppo delle nostre cadute. - Parole di Bonald, di Le Blanc, di Tocqueville, di de Maistre. - Dio ci userà misericordia, perchè è contro di noi che la congiura anticristiana ha piantate già da parecchi secoli le sue batterie. - Nessun'altra nazione avrebbe resistito come abbiamo fatto noi. - Parole del New York Freeman

CAPITOLO XVI - Segni della misericordia di Dio sulla Francia e sul mondo
Fra poco non ci saranno più in Francia che due partiti. - Il buono trionferà del cattivo. - Parole di Giovanna d'Arco. - I primi passi del Sacro Cuore, di Maria Immacolata - Parole di S. Leonardo da Porto Maurizio, di Pio IX, di Pio X, del Card. Pie

 

TERZA SEZIONE - LE TRE PRIME CONDIZIONI
DELLA RINNOVAZIONE

CAPITOLO XVII - Riformare se stesso
Dio non promette che di soccorrerci, fa duopo che noi vi mettiamo del nostro. - Far rientrare negli spiriti il vero Concetto della vita. - Cominciare da noi a restituirlo a noi stessi. - Pentirci. - Fermo proposito. - Riforma individuale, Mons. Isoard, San Pietro d'Alcantara, Giovanni III di Portogallo. - Istruire se stessi nella dottrina cristiana ed istruire i suoi. - Prenderne lo spirito e praticarlo. - Chiamare dei riformatori colle proprie preghiere

CAPITOLO XVIII - Trar profitto dalle lezioni del passato
Nel 1870, noi potevamo uscire dall'abitudine in cui lo spirito rivoluzionario ci aveva gettato. - Questo spirito cacciava Dio dagli affari umani. - Bisognava ricondurlo dovunque l'avevamo sbandito. - Enrico V voleva farlo. - Non lo si volle ricevere. - Il popolo ne aveva dati i mezzi all'Assemblea nazionale, e coi suoi pellegrinaggi e col voto del Sacro Cuore, chiedeva che ciò si facesse. - Deputati cattolici liberali. - Solenne preghiera di Pio IX. - L'affare della bandiera e del governo costituzionale - Articolo di Eugenio Veuillot. - Proclama della Repubblica. Gambetta; "la democrazia è ormai al potere", "il clericalismo, ecco il nemico". - Spuller: "Fa d'uopo camminare lentamente per arrivare sicuramente". - L'attività dello "spirito nuovo". La riunione. - Che cosa è la Repubblica nello spirito e nella volontà dei veri repubblicani. Cattolici ed abati caduti nella trama

CAPITOLO XIX - Ritornare alla sincerità del linguaggio
I. Fuggire le parole equivoche. - La Massoneria si è impadronita dei linguaggio: Parole affascinanti - Parole spauracchio Parole scaltre - Parole triviali. - Bisogna rendere alle parole il loro vero significato. - Parole di Pio IX, di Mons. Sonnois, di Mons. Pie, di Bonald, di Le Play, di Ségur-Lamoignon, d'Ollé Laprune.
II. Ripudiare la fraseologia seduttrice. - Esso fa penetrare nella società il disprezzo della legge di Dio, l'odio della superiorità e lo spirito di rivolta. - Parole di Le Play, di Mazzini, di Felice Pyat. - Perchè la Massoneria si è servita della lingua francese per inventare le sue formule. - Ciò che dice agli iniziati il motto: libertà, eguaglianza, fraternità. - Questa fraseologia produce le sue rovine in tutte le classi della società. Esempio preso dalla formula: libertà. - Questa fraseologia specificata dall'apostolo San Giovanni.
III. Dire il vero in ogni cosa. - Non far dire agli Atti pontifici ciò ch'essi non dicono. - Non esagerare le miserie della società. - Non falsare il Vangelo. - Non promettere l'impossibile. - Non c'è progresso sociale senza progresso morale, non progresso morale senza progresso religioso

 

QUARTA SEZIONE - QUARTA CONDIZIONE DELLA RINNOVAZIONE: RITORNARE ALLA VERITA' TEOLOGICA

CAPITOLO XX - I falsi dogmi ed il Signor Le Play
Il passo decisivo è il ritorno alla verità. - Parole di G. Umann. - L'errore: l'uomo nasce buono. - Il Vaticano vi oppose la definizione dogmatica dell'Immacolata Concezione di Maria. - Agli errori - figli, oppose il Sillabo. - Parole di Lamorícière. - Opere di Le play. - La riforma sociale deve partire dal ripudio dei falsi dogmi

CAPITOLO XXI - Esistenza della colpa originale
La Rivoluzione è uscita dai falsi dogmi predicati da Rousseau. - La Società non può essere ricostituita se non sui dati teologici del peccato originale - Il peccato originale è manifesto nel fanciullo. - Dal cuore del fanciullo il male tende senza cessa ad introdursi nella famiglia. - La Società è egualmente tenuta a difendersi costantemente. - I mali che desolano la Francia, da Rousseau in poi provengono dalla sua dottrina

CAPITOLO XXII - La credenza nella bontà naturale dell'uomo, causa della nostra decadenza
L'errore più che il vizio perde i popoli. - La Rivoluzione è presso di noi in permanenza dopo il 1789. - Il principio di queste Rivoluzioni e della nostra decadenza è la credenza nella nostra perfezione originale. Essa ci ha fatto prendere in odio ogni freno, e rigettare tutte le tradizioni. Così ha affievolito le forze morali della nostra stirpe e tutto disorganizzato. - Testimonianze del dott. Le Bon, del dott. Fressinger, del signor Brunetière, di Mons. Ketteler

CAPITOLO XXIII - Altri falsi dogmi
I falsi dogmi che derivano dall'errore - padre sono la libertà, la sovranità del popolo, l'illegittimità della proprietà. - Prove logiche e storiche. - Questi falsi dogmi rendono la società umana impossibile. - Essi fanno rigettare l'autorità, la gerarchia e la proprietà. - Essi creano il socialismo. - Parole di Proudhon

CAPITOLO XXIV - I sofismi di Rousseau e la democrazia
La nostra democrazia è così formulata nella Dichiarazione: "Il principio di ogni autorità risiede essenzialmente nella nazione". - Dichiarazione contraria alla ragione; l'autorità appartiene alla causa. - La democrazia è lo scoppio universale dell'orgoglio. - Essa conduce all'insurrezione contro Dio, causa prima e sovrano Signore. - Questo orgoglio chiama le folgori che colpirono Lucifero. - Leone XIII sulla sovranità del popolo. La democrazia conduce la peggiore delle tirannidi. - Parole di Haller, di Tocqueville, di Montalembert, di Le Play, di Paolo Bourget

CAPITOLO XXV - Democratici e Democratici
I democratici logici. - I democratici inconseguenti. - Democratici cristiani. - Punto di contatto fra democratici socialisti e democratici cristiani: La sovranità appartiene al popolo, bisogna conferirgliela. - Dovere di combattere i democratici cristiani. Parole di Montalembert

CAPITOLO XXVI - Democrazia sedicente cristiana
Le denominazioni particolari sempre sospette nella Chiesa. - Tre motivi per rigettare questa qualificazione. - Dopo quali istanze e con quali riserve essa è stata tollerata in Roma. Abuso che si fece di questa concessione. - Ciò che l'Azione popolare deve essere e ciò che non deve essere secondo Leone XIII. - Democratici che, contrariamente alle intenzioni pontificie, vogliono che la loro democrazia, pur dicendosi cristiana, non sia però confessionale. Abati Naudet, Garnier, Dabry, Gayraud, Lemire ed Harmel. L'Osservatore cattolico. - Divisione. Intervento di Leone XIII. - La Croix tradisce. - La direzione pontificia falsata

CAPITOLO XXVII - La "democrazia cristiana" e la sovranità del Popolo
Recriminazioni contro l'ordine sociale presente. - Che cosa è il popolo? - Presso di noi è un aggiornamento di persone e non una casta. - Tutto per il popolo. - Tutto per mezzo dei popolo. -Pio IX e Leone XIII ripudiano la dottrina della sovranità dei popolo. - Parole di minaccia di Mons. Ireland, di Lamennais. - Gli effetti del governo democratico. - Parole di Emilio Olivier, di Fustel de Coulanges. - Democratici cristiani che spingono il popolo ad impadronirsi dei potere. - I democratici cristiani impotenti a soddisfare i veri democratici

CAPITOLO XXVIII - La democrazia cristiana e gli altri falsi dogmi
I democratici cristiani non negano il peccato originale, ma non ne tengono conto. - Il pretendere uno stato sociale basato sulla libertà, è un mettersi al di fuori dei fatti e dei dogma. - il pretendere un ordine sociale basato sull'eguaglianza gli è non tener conto della natura umana e delle sue esigenze. - il pretendere il regno dell'eguaglianza nell'esercizio del libero arbitrio è voler una cosa contraddittoria ed impossibile. - Il mettere la sovranità nel popolo è un metterla nel male e nell'impotenza. La salvezza della società esige che l'idea dell'autorità sia restaurata nelle anime, e che le idee democratiche siano combattute. - Lo spirito democratico deriva dall'orgoglio. - Pio X raccomanda ai democratici cristiani di aver sempre dinanzi agli occhi la caduta originale

CAPITOLO XXIX - La Chiesa nel 48
L'Ere Nouvelle fondata per riavvicinare i cattolici coi democratici. - Lamennais, padre dei democratici cristiani. - Lettere del sig. A. T. e del sig. Montalembert all'Ami de la Religion perchè siano, dice Luigi Veuillot, il programma di tutti i cattolici della Francia - La parentela fra la democrazia cristiana e gli ecclesiastici che l'adottano fanno correre alla Chiesa un pericolo considerevole. - Mescolando qualche particella di dottrina cristiana con errori fatali, essi compiono l'opera più pericolosa che si possa mai immaginare - Se si giunge ad associare lo spirito rivoluzionario allo spirito religioso, la è finita per la nostra civiltà. - Questo pericolo è sempre minaccioso. - Parole di Michelet

CAPITOLO XXX - Conviene abituarsi alla corrente democratica?
I democratici cristiani predicano la democrazia malgrado ciò che essa è, malgrado ciò che fa, e malgrado ciò che minaccia, perchè l'avvenire spetta ad essa. - Dicono che bisogna obbedire al movimento democratico, perchè è universale, e, perciò stesso, provvidenziale. - Il movimento che era nato dal paganesimo fu altrettanto universale; tuttavia era mestieri farvi resistenza. - Bisogna considerare, non la potenza e l'estensione del movimento, ma il suo carattere, le sue origini e la meta a cui deve tendere. - Timori espressi dal sig. Tocqueville. Prove di altri. - Ormai si può attribuire allo spirito democratico l'abbassamento del carattere e delle intelligenze. - L'impulso democratico è dato dagli Ebrei

CAPITOLO XXXI - La sola verità piena ed intera può salvarci
I mali infiniti che ci minacciano. - Il cambiamento che può preservarci dalla catastrofe deve farsi negli spiriti. - L'uomo non è sovrano, non è indipendente, non è intieramente libero. - Gli uomini non sono socialmente eguali. - La tesi democratica è la negazione di questi fatti. - Deve essere ripudiata. Bisogna cercare il vero e confessarlo, avvenga ciò che può avvenire. Parole e contegno di Le Play. - Egli deve essere imitato. Parole di Luigi Veuillot

CAPITOLO XXXII - Urgenza di rientrare pienamente nella fede
Il cristianesimo aveva condotto i Francesi al possesso d'una medesima verità. - Rotta l'unità della credenza, niente resta di stabile nella società e nelle anime. - Perchè la Francia ed il mondo abbiano ancora un avvenire, fa duopo che la civiltà sia ritemprata nel suo principio. - Si tratta di fare cristiani, cattolici o di perire. - Non più pensare, parlare come se il presente fosse il tutto dell'uomo. - Il socialismo non è che la caccia disordinata dei beni di questo mondo. - Per soffocarlo nel popolo, nella borghesia, in noi tutti, bisogna ritornare alla teologia, e restituire al dogma tutta la sua autorità.

QUINTA SEZIONE - QUINTA CONDIZIONE DELLA RINNOVAZIONE: RITORNARE ALLA VERITA ECONOMICA

PRIMA SUDDIVISIONE - CAPITALE - PROPRIETA' - RICCHEZZE

CAPITOLO XXXIII - Il capitale
La verità economica deriva dalla verità teologica sull'uomo. - Gli economisti hanno visto che la ricchezza riposa sulla produzione; la produzione sul capitale; essi non hanno visto che il capitale riposa sulla virtù e la virtù sulla Fede. - Per questa ignoranza, l'economico ha fatto nascere il pauperismo, che ha generato il socialismo. - Che cosa è il capitale? E' l'insieme delle ricchezze d'ogni natura, che il lavoro dell'uomo ha prodotto ed accumulato dopo la creazione. - La terra vegetale che è di creazione umana, è il primo capitale, principio degli altri.

CAPITOLO XXXIV - Il capitale suolo. - Il capitale utensile. - Il capitale scienza. - Il capitale istituzioni
Il capitale è un prodotto, un prodotto risparmiato, un prodotto impiegato ad ottenere altri prodotti. - La sua creazione esige lavoro e temperanza. - Queste due cose possono essere ottenute collo sforzo e colla virtù. La schiavitù. - La virtù cristiana inaugurata dai monaci. - Ciò che ha prodotto il capitale - utensili, capitale - scienza, capitale - istituzioni sociali. - La società dunque è tutta intera costituita sul capitale

CAPITOLO XXXV - Il capitale - uomo
L'uomo è egli stesso in se medesimo un capitale. Egli porta nel suo corpo e nella sua anima tutto il frutto del lavoro, e del risparmio delle generazioni precedenti. - L'apice del capitale - uomo è l'aristocrazia. - Il capitale - uomo è oggi in diminuzione

CAPITOLO XXXVI - La fede prima fonte di ogni capitale
Il capitale riposa sul lavoro. - Il lavoro ora riposa sulla virtù. - Essa lo ha fatto nascere; cosa lo conserva; essa l'impiega utilmente. - La virtù riposa sulla Fede. - Ciò fu riconosciuto da Pelletan. - E siccome la fede è preservata dalla religione, il clero è il produttore più fondamentale - Al clero ed al suo insegnamento l'Europa va debitrice della sua preminenza

CAPITOLO XXXVII - Il fondo comune
Il fondo comune dell'umanità, quello che l'ha costituito, è dato da molti fattori: l'umanità nel suo complesso; la tale nazione, la tale famiglia, il tale individuo. Esso appartiene a ciascuno nella misura che ciascuno ha contribuito a formarlo. - Vi ha dunque nel capitale globale qualche cosa che appartiene agli individui, qualche cosa alle famiglie, qualche cosa alle nazioni, qualche cosa a tutto il genere umano. - Vi ha dunque nel capitale attualmente esistente un fondo generale che appartiene a tutti. - Non ci sì rende conto di tutto ciò che si gode senza esserne il proprietario. - Esempio proposto da Bastiat. Tutti approfittano della facilità che il capitale offre al lavoro, dell'aumento dei prodotti che fornisce, del benessere che procura. - Abuso d'un testo di San Tommaso. - La legge capitalista è nell'ordine sociale l'equivalente della legge di gravitazione

CAPITOLO XXXVIII - La proprietà
La tradizione sanzionata dal Vangelo consacra la proprietà sotto la sua forma individuale. - Parole di Lacordaire. - La proprietà in una certa misura s'impone anche agli animali. Parole di Lamennais. - La proprietà è necessaria. - Parole di Leone XIII. - La proprietà è la culla in cui il capitale al suo nascere deve essere ricevuta sotto pena di perire. - La proprietà è necessaria per conservare il capitale e per difenderlo, Essa è necessaria per rendere il capitale produttivo

CAPITOLO XXXIX - Guadagno - salario. - Interesse
Ogni cosa appartenendo a chi l'ha fatta, se essa ha più produttori, deve avere più beneficiari. - Beneficio del lavoratore: salario. Beneficio del proprietario della materia messa in opera: guadagno. Beneficio di chi fornisce i fondi: interesse. A ciascuno secondo la sua posta. - Democratici cristiani che non la intendono così. - La giustizia è l'equivalenza, e l'equivalente è il valore per valore. - La carità deve intervenire in mancanza della giustizia. - Ripudiate la carità è rovinare fin dalla base l'ordine sociale stabilito dal divin Redentore. - Il danaro prestato è l'avanzo dei lavoro che deve venir ricompensato. - Il prestito ad interesse. - Legge positiva che oggi non obbliga più. - L'interesse abusivo od usura, resta peccato. - Ispirare all'operaio la stima del capitale.

CAPITOLO XL - La ricchezza. - Sue specie diverse
Ricchezze di necessità. Ricchezze di miglioramento. Ricchezze di corruzione. - Le sole ricchezze di miglioramento formano il capitale. - Le ricchezze di corruzione lo distruggono. - Le ricchezze di necessità non gli permettono di prodursi. - Ricchezze di necessità per i corpi e per le anime. Obblighi ch'esse impongono. - Ricchezze di miglioramento. Esse s'ammassano in tutti i luoghi: Il suolo, gli attrezzi, l'uomo. - I governi, il commercio uscito dal suo compito e le false dottrine le distruggono. - Ricchezze di corruzione. La nostra società attuale ne fa una spaventevole produzione: Oggetti creati per soddisfare i bisogni fittizi. - Oggetti creati per mantenere e sviluppare la vanità e la sensualità. Il lusso in tutte le classi della società. - Sue conseguenze. Esso divora l'avere, la sanità, l'anima, il presente, l'avvenire e l'eternità

CAPITOLO XLI - Il commercio ed i suoi abusi - Il lusso corrompitore
Il progresso del lusso deve essere attribuito in gran parte alla industria ed al commercio usciti dalle loro legittime funzioni. La sovrapproduzione. - La concorrenza. - La produzione ed il commercio degli oggetti di lusso grande causa d'impoverimento. - Il commercio ebreo ed il credito. - Ricchezze fiduciarie. Fortune sulla carta e spese sul terreno. - Il pauperismo. - Gli uomini di bassa condizione divenuti ricchi. - La diserzione dalle campagne e l'agglomeramento delle città causa di corruzione

CAPITOLO XLII - Il lusso dello Stato
Lo Stato favorisce il lusso che deprava e quello che impoverisce. - Esso dirige l'agricoltura, l'industria ed il commercio nelle vie funeste. - Distrugge il capitale ammassato dalle generazioni precedenti. - Lo assorbe colle imposte. - Egli lo fa colare in una quadruplice piaga: la piaga scolastica, la piaga militare, la piaga dei prestiti e la piaga dei funzionari

 

SECONDA SUDDIVISIONE - RICCHI E POVERI

CAPITOLO XLIII - O la carità o la schiavitù coronamento dell'ordine sociale
Padroni ed operai d'altri tempi. - Antagonismo a partire dal 1830. - - Le sue cause. - Il suo termine. - Vi fu sempre una questione sociale. - Fu risolta prima di Gesù Cristo dalla schiavitù, dopo Gesù Cristo dalla carità diffusa nel cuore dei cristiani dallo Spirito Santo. -Noi siamo membri d'un corpo mistico in Gesù Cristo. - La pace che questa dottrina ha fatto regnare nella società - L'empietà che ripudia l'ordine soprannaturale, fa scoppiare la guerra. - Per portarvi rimedio, propone il collettivismo. - Esso renderà necessaria una schiavitù più dura del paganesimo

CAPITOLO XLIV - La povertà nell'ordine sociale cristiano
La povertà nella stima dei pagani, la loro condotta a suo riguardo. - Gesù Cristo svolge queste idee colle sue parole e col suo esempio. - Gesù è seguito ed imitato. - Istituzioni a favore del poveri: nei primi giorni, dopo la persecuzione, nel medio evo, al nostri giorni

CAPITOLO XLV - Il Posto dei Poveri nella Chiesa di Gesù Cristo
La dottrina cristiana ha reso i poveri felici della loro sorte, ed ha creato nel cuore dei ricchi una nuova virtù. - In che modo? 1. Dando nella Chiesa la precedenza ai poveri. - 2. Non ammettendo i ricchi nella Chiesa che alla condizione di servire i poveri. - 3. Facendo passare per le mani dei poveri i doni di Dio ai ricchi. - Commento di queste tre proposizioni fatto da Bossuet

CAPITOLO XLVI - Sapienza di questa disposizione
Essa è presa per il bene spirituale e dei ricchi e dei poveri. Per essa i primi sfuggono alla presunzione, gli altri alla disperazione. - Per essa Dio ristabilisce l'equilibrio dei beni e dei mali. - Per essa i ricchi ed i poveri portano il fardello gli uni degli altri. - Esortazione

CAPITOLO XLVII - La condotta dei veri cristiani verso la povertà
Essi onorano i poveri. - Esempio di S. Paolo seguito dai veri cristiani. - I monaci hanno nobilitato la povertà. Parole di Montalembert, d'un socialista inglese, di Taine. - Nel mondo come nel chiostro, la povertà è stata onorata. Parole di S. Vincenzo de' Paoli, di Mons. Gav

CAPITOLO XLVIII - Quello che la carità cristiana è diventata nelle mani dell'eresia e del filosofismo
Testimonianza d'Hundmann. - Crudeli misure prese contro i poveri da Enrico VIII, da Elisabetta. - Lutero consiglia i prìncipi a ristabilire la schiavitù. - Testimonianza di Janssen. - In Francia: Parole di Montesquieu, d'Elvezio, di Condorcet, di Dupaty. - Crudeltà di Choiseut, della Convenzione. - Miseria in tutta la Francia. Che cosa fanno ai nostri giorni i socialisti? Che cosa fanno i medici materialisti?

 

TERZA SUDDIVISIONE - LA LEGGE DELLO SFORZO

CAPITOLO XLIX - Lo sforzo, legge dell'umanità
La questione sociale non può essere risolta dalla sola carità. - L'uomo cresce collo sforzo. - Per ciò egli fu costituito nell'indigenza. - La pena che accompagna lo sforzo gli è un castigo ed un freno. - Sollecitudine divina. La culla del genere umano è sull'altipiano dell'Asia centrale. - Prime civiltà in Oriente. Come sparirono. - Civiltà cristiana in Oriente. Perchè va progredendo verso il Nord? - Indigenza non è miseria. - Pericolosa utopia del democratismo.

CAPITOLO L - La Pietra di paragone delle opere popolari
Molteplicità delle opere. - Vi è una scelta da fare? - Qual principio deve presiedere a questa scelta? - Opere che affievoliscono, opere che esigono uno sviluppo di energia. - L'uomo è stato creato perfettibile. - In ciò consiste la sua dignità. Egli stesso concorre alla sua perfezione. - Le opere che affievoliscono nell'uomo la volontà di agire sono funeste. Esse arrestano lo sviluppo nell'individuo, nella famiglia, nella società, nell'umanità. - Parole e condotta d'un operaio delle miniere. I pensionati ed altre opere simili. - Parole di Bismarck. L'assicurazione obbligatoria al Congresso di Vienna. Vi sono cose che non possono farsi e che non bisognerebbe fare se fossero possibili - Volendo rendere il popolo felice si procura il suo male e lo si demoralizza. - Parole di Mons. Ketteler. - La società non può uscire dalle leggi che Dio ha fatto. - Il diritto dell'uomo al benessere. - I democratici non fanno nè ciò che è la società, nè ciò che è il cristianesimo

CAPITOLO LI - La gran legge sociale
La legge dello sforzo, legge di sviluppo individuale, è anche la legge del l'organizzazione sociale e del progresso della civiltà. - Il movimento di traslazione delle famiglie dall'alto in basso e dal basso in alto della società è sempre esistito. - Prove tratte dall'antica Francia, dall'Inghilterra, dall'Italia, dalla Germania, ecc. - Il vortice dei meriti presiede alla gerarchia delle famiglie nella società. - Popolo, borghesia, nobiltà e nobilitazione. Santità. Statistica della santità nel popolo, nell'aristocrazia, nelle famiglie reali. - L'eredità del male è compensata dall'eredità del bene.

 

SESTA SEZIONE - SESTA CONDIZIONE DELLA RINNOVAZIONE
RITORNARE ALLA VERITA' SOCIALE

CAPITOLO LII - In qual modo si formano gli Stati
La verità sociale è all'opposto dell'utopia democratica: l'eguaglianza. - Dio, in principio, ha stabilito la società umana sull'autorità, sulla gerarchia e sul dovere dell'unione. - La famiglia è il principio della città: presso gli Assiri, gli Egiziani, gli Ebrei, i Greci ed i Romani. - Presso i popoli moderni. - Formazione della Francia. - Azione continua della famiglia reale. - Provvidenza speciale di cui essa ha goduto. - Sanzione divina data alla legge salica

CAPITOLO LIII - Gli Stati devono conservare il tipo della famiglia
Lo Stato ha per elementi costitutivi, non gl'individui, ma le famiglie. - Esse sono le cellule elementari del corpo sociale. - Le leggi imposte da Dio alla famiglia devono essere le leggi di tutta la società. - Parole di Bonald, di Bodin, di Leone XIII. - Il governo della Francia è stato essenzialmente famigliare. il re, la regina, i grandi ufficiali. - Il re faceva la parte d'un capo di famiglia patriarcale. - Egli era realmente padre: condotta di S. Luigi, di Francesco I. Testimonianza degli estranei. - Il Louvre, il palazzo di Versaglia aperti a tutti. - Amore dei Francesi per il loro re fino a piena Rivoluzione. - Testimonianze. La prosperità dell'antica Francia è dovuta allo spirito famigliare della monarchia

CAPITOLO LIV - L'unione, legge delle famiglie è pure la legge degli Stati
All'affezione dei sudditi verso il sovrano, deve aggiungersi l'unione dei sudditi fra di loro. - L'unione procede dall'amore. - Ai nostri giorni, in Francia: Antagonismo. - Come rimediarvi? - Parole di Agostino Lemann. - L'unione sociale presso gli antichi: presso di noi nel medio evo: presso gli stranieri .

CAPITOLO LV - Donde viene la prosperità dei popoli e donde la loro decadenza
Nessuna società può sussistere senza la vicendevole assistenza dei grandi verso i piccoli e dei piccoli verso i grandi. - Dappertutto e sempre la dimenticanza di quest'obbligo s'è prodotta dapprima nei grandi. - Tre aristocrazie si succedono presso di noi come presso gli antichi: aristocrazia feudale, aristocrazia territoriale, aristocrazia del danaro. - In esse sovente viene meno il sentimento del loro dovere. Finiscono sempre col dimenticarlo. - Da questo la decadenza, la rovina e la spaventosa guerra civile presso i Greci e presso i Romani. - La nostra aristocrazia feudale coltivata dalla Chiesa. La sua opera. - La nostra aristocrazia territoriale. I suoi meriti. Sua decadenza. Sua rovina.

CAPITOLO LVI - Quale sorte l'aristocrazia del danaro riserva a se stessa ed alla Francia
Ai nostri giorni la sovranità appartiene all'oro. - Come la borghesia può prendere il posto della nobiltà. - Tradizione di patronato da una parte, disciplina dall'altra conservate qualche tempo. - Cause della loro sparizione: arricchimento troppo rapido, mancanza di tradizioni. - L'irreligione toglie tutti gli scrupoli. - Conseguenze: agglomeramenti di operai che non hanno più nè fuoco, nè legge, nè fede, pronti a tutto. - Terribili minacce per un prossimo avvenire. - Parole di Mons. Ketteler .

CAPITOLO LVII - La salvezza sta nel ritorno alla pace sociale
Potrà la Francia rientrare nelle vie della civiltà? - Sì, ritornando a ciò che ha prodotto la sua felicità e la sua prosperità. - Quello che lo spirito cristiano ha prodotto lo può produrre ancora. - Ristabilire il regno della pace mediante la carità. Parole di Leone XIII. - L'accordo, per la vita, della famiglia deve diffondersi nella società tutta quanta

CAPITOLO LVIII - La riforma deve cominciare dalla riforma della famiglia
Si domanda un uomo. - Egli non potrebbe che rialzarci e rimetterci sulla via. - La prima tappa sarà di ricostituire la famiglia. - La famiglia non esiste più in Francia. - Non abbiamo più neppure l'idea di quello ch'essa deve essere. - Assioma di G. G. Rousseau: i fanciulli non sono legati al loro padre se non fintanto che hanno bisogno di lui per conservarsi. - E' la famiglia umana abbassata al livello della famiglia animale. - La famiglia umana è permanente nel corso delle sue generazioni. - La genealogia del Cristo. - Le genealogie nell'antica Francia. - L'antica famiglia francese aveva, oltre la comunità dei sangue, la trasmissione delle tradizioni famigliari e del patrimonio. - La Rivoluzione ha decapitato la famiglia reale, decimato le famiglie aristocratiche, e messo le famiglie borghesi e proletarie nell'impotenza di elevarsi in una maniera continua. - Estratti dei libri di ragione

CAPITOLO XLIX - Famiglie capostipiti
Tre regimi di famiglia: famiglia patriarcale, famiglia capostipite, famiglia instabile. - Regime della famiglia capostipite, superiore alle altre. - Il suo doppio elemento di stabilità e di perpetuità: il focolare e le tradizioni. Trasmissione, ordinariamente nel primogenito, della dignità del capo di famiglia e dell'ufficio di sostegno della famiglia. - I suoi doveri. - Parole di Bonald, di Vittore, di Laparede, d'Edmondo Demolins. - Vantaggi che questo regime procura alla società, alla famiglia, agli individui. - Come essa si è stabilita presso di noi. - Il Codice civile l'ha ammazzata. - Parole di Le Play, d'About, di Renan - Perchè la Francia abbia un avvenire, fa duopo che le famiglie possano rimettersi sotto questo regime. - Lagni e reclami delle Camere di commercio. - La setta rivoluzionaria s'oppone a questa riforma. - Il governo attuale aggrava ancora la situazione. - Misure insufficienti proposte dai democratici cristiani. - Democratizzazione introdotta dal Codice nella famiglia francese - Accade altrimenti in Inghilterra ed in America - Sinistro avvertimento disgraziatamente avverato

CAPITOLO LX - Famiglie tradizionali
Dovere dei padri di ravvivare in casa loro lo spirito di famiglia. - Sono necessarie delle tradizioni più delle leggi per dar loro l'assenso del cuore; ed è necessaria l'educazione sulle tradizioni per "farne il principio dei costumi. - La rivoluzione rompe le tradizioni dell'Antica Francia. - Ciò spiega la sua impossibilità. - Dio ha dato all'animale la forza per sovvenire ai bisogni de' suoi piccoli. - Dio ha dato di più all'uomo: l'autorità per indirizzare la volontà dei suoi figli. - Quest'autorità Egli l'ha voluta permanente come la famiglia stessa - La scelta del parentado. - Il libro di ragione - Le sue tre parti: la genealogia, il giornale, gl'insegnamenti tradizionali - Conseguenze generali dell'abbandono delle tradizioni famigliari. Sparizione delle famiglie che abbandonano le loro tradizioni

CAPITOLO LXI - Autorità del padre. Santità della madre. Culto degli antenati
L'autorità dei padre in Atene e in Roma, da noi fino al secolo XVIII. - Il padre di famiglia venerato come l'immagine del Padre eterno. - Lo spirito di Giovanni - Jacques, la Convenzione ed il Codice lo fecero sparire. - Tocqueville ha creduto che questo fosse un bene. - I fatti dicono il contrario. - Urgente necessità di restaurare I' autorità paterna, la più legittima e la più necessaria. - Felice l'uomo a cui Dio ha dato una santa madre. - Parole di Lamartine, d'Ozanam. - La madre di S. Atanasio. - Santa Emilia, madre di S. Basilio e di S. Gregorio Nazianzeno. - La madre di S. Agostino. - La madre di S. Gregorio Magno. La madre di S. Bernardo. La madre del Santo Curato d'Ars. La madre di Carlo Magno. - Parole di G. de Maistre. - Madri di famiglia che hanno ristabilito gli affari delle loro case. - La donna nella famiglia operaia. - Azione sociale della donna francese. - Le madri degli zuavi pontifici. - Parole del signor Favien. - Le donne di fronte allo spirito rivoluzionario. - Il culto degli antenati generato e nutrito dallo spirito di famiglia. - Presso i pagani. - Presso i cattolici

CAPITOLO LXII - Ricostituzione del corpo sociale
Esso esige la ricostituzione della famiglia, entità morale, economica e sociale persistente. - Di nuovo le famiglie si faranno gerarchiche come in altri tempi. - Parole di de Bonald. - Aristocrazia e nobiltà. - Vi è dell'aristocrazia in tutte le classi della società - La democrazia s'oppone alla costituzione dell'aristocrazia e della nobiltà. - La nobilitazione dell'antica Francia. - I suoi vantaggi sociali. - Parole di Taine, di Leone XIII e di Pio IX. - Che ne avverrà in avvenire ? - Sentimento di Taine, di de Bonald, di Le Play. - La vita non è estinta nel cuore della Francia. - Che il prete nella sua parrocchia, il padre nella sua famiglia, il padrone nella sua officina, il capitano nella sua compagnia s'adoperino a sviluppare il nucleo d'aristocrazia che Dio ci ha lasciato. - Che ciascuno faccia discendere il vero ed il bene nel cuore de' suoi fratelli. In questo sta la vera soluzione della questione sociale

CAPITOLO LXIII - "Innova dies sicut a principio"
Le origini della Francia. - Il battesimo di Clodoveo e dei Franchi. - Narrazione del Baronio. La santa ampolla. Parole del Card. Pie e di Th. Lavallée. - Lettera del Papa Anastasio Il a Clodoveo. - Testamento di S. Remigio. - Lettera di S. Avito che traccia il programma del popolo Franco. - Missione data a Clodoveo dall'imperatore Anastasio. - Confermata ai re di Francia dai Papi Gregorio III. Stefano, Adriano, Leone III, Gregorio IX. - Parole di Onorio III, d'Innocenzo III, d'Alessandro III, di Leone XIII. - La consacrazione speciale dei re di Francia. Essa soggetta di nuovo, in ogni principio di regno, l'alleanza contratta fra Cristo e loro. - Descrizione della consacrazione e i suoi insegnamenti. - L'unzione faceva il re. Parole e contegno di Giovanna d'Arco - Dava un certo carattere di santità. Potere di guarire dalle scrofole. Testimonianze di S. Tommaso d'Aquino e di Benedetto XIV, di storici e di medici. - La missione della Francia segnata nella legge salica, nelle canzoni delle gesta, sulle monete. - Promesse di durata provvidenziale fatta alla fedeltà di questa missione. - Dove ne siamo noi? - Non perdiamo la speranza. - Parole dei signori Taine, Drumont, Brunetière, Luciano Anest, Leone Daudet, Buffet, Lur-Saluces. - Preghiere per il re di Francia, indulgenziate dai papi e impresse sulle colonne delle chiese di Roma. - Scena grandiosa nella basilica Ulpianese. Venga un altro Costantino! Il mondo l'aspetta.

 

EPILOGO

Noi arriviamo all'ultima crisi. Parole di Pio IX, del Crusader, della Civiltà Cattolica. - Il Sillabo è come non avvenuto. - I falsi principi non sono stati ripudiati dai popoli. - Il disordine, sanzione di questo disprezzo, ci avvolge. - Esso c'impegnerà nell'ultima persecuzione se Dio non interviene nella sua miseria - Perciò è vero il dire che arriviamo all'ultima crisi; si può sperarne un esito felice rifacendo cristiana la società: la verità teologica ristabilirà l'ordine morale, la morale regolerà l'ordine politico e stabilirà l'ordine economico nelle sue vere basi. L'ulcera del Rinascimento sarà levata dal corpo della cristianità. - Quale sarà l'operaio di questa trasformazione? - Non può essere che il prete - Egli lo può, egli ha già operato una trasformazione simile. - Ma il prete che sa di esser prete, e che opera da prete. - Sforzi imponenti durante il secolo XIV: ricondurre la società alla considerazione della vita futura. Il prete ha dovuto rinunciare a lavorare direttamente alla salvezza della società. - Difficoltà di occuparsi della salute degli individui. - V'ha egli speranza di cambiamento ? Ciò non può avvenire se non per un intervento divino - Noi possiamo sperarlo. - Noi dobbiamo prepararci ad approfittarne - Perciò dobbiamo riprendere confidenza e ritemprarci nella fede. - Abbandonare il metodo di diminuzione e di adattamento allo spirito moderno: nel culto, nella maniera di essere del prete, nella predicazione. - Questa diminuzione ha per effetto l'oscuramento della verità cristiana e l'impoverimento della vita soprannaturale - Se non vi è una fermata in questa via, quale restaurazione in venti anni? Per uscire da questo stato, bisogna applicarsi a creare una scelta di persone profondamente comprese dallo spirito cristiano. - E Dio coronerà i nostri sforzi dandoci dei santi.